Trama: Isabel Green è una grande star di Hollywood. Ha appena vinto l'Oscar come migliore attrice dopo sette nomination. Si ritrova sola sul set del Dolby Theater con in mano la statuetta che ha sempre sognato. La sua felicità dovrebbe essere al culmine eppure...
Dall'inizio degli anni '90, tutto è accelerato. Internet sta spingendo l'intero pianeta verso la globalizzazione. I mezzi di trasporto vanno sempre più lontano, sempre più veloci. Le persone in tutto il mondo si stanno americanizzando, il modello capitalista è la norma. Questi cambiamenti sociali fanno esplodere i costumi, il nucleo familiare tende a scomparire, Dio non è più al centro del gioco!
Possiamo pensare che l'Uomo abbia attraversato le sue evoluzioni sociali senza inclinazione?
Ora viviamo in una società dello spettacolo, dove l'individualità e l'autorealizzazione hanno sostituito Dio.
Isabel Green è in questo lo specchio del nostro tempo. Un'analisi freudiana direbbe che il
la psicologia del personaggio rasenta l'isteria, oggi diremmo che Isabel soffre di disturbi narcisistici, ossessivo-compulsivi, borderline, istrionici... sull'orlo del burn-out! Quante patologie di cui soffre la nostra epoca!
Mettere in scena Isabel Green è mettere in scena gli uomini e le donne del nostro tempo, scendere in essi, cercare la fessura per capire meglio cosa ci rode...
Dietro la maschera del protagonista, che cerca di "fare bella figura" davanti alle telecamere, ai fotografi, al pubblico, si nasconde una donna che dice: "No" a questa società! Una donna che resiste all'alienazione dei social, della donna ideale e del capitalismo. Il tempo della performance, che è un tempo sospeso, permette di prendersi una pausa e di far emergere dentro ognuno di noi la propria solitudine, di interrogarsi sul proprio rapporto con il mondo e di porsi le domande giuste.
Il testo di Emanuele Aldrovandi lo permette, ci fa sentire con un linguaggio superbo, il caos interiore. Questo vuoto che è in ognuno di noi, che rode. Questo vuoto che, solo ieri, è stato riempito da Dio, che ha dato un senso e una traiettoria alla nostra vita e che ora ha lasciato il posto a questa società della performance... Dove tutti noi dobbiamo essere i migliori, e che ci obbliga a vivere al superlativo!
Portare in scena quest'opera è portare il pubblico con noi in una corsa frenetica verso la propria liberazione attraverso un percorso tortuoso dove felicità, follia e depressione si mescolano... Perdere il tempo di una performance e chissà, magari incontrarsi di nuovo ?
"La compagnia teatrale Belladonna è tornata eccezionalmente sul palcoscenico di Homécourt per dare uno spettacolo destinato ai professionisti. Isabel Green è il nome di questo spettacolo e quello di un'attrice di Hollywood in piena depressione".
Reportage di Y. Kreidl e G. Robin per France 3 Lorraine.
La compagnia sarà presente, dal 7 al 29 luglio 2023 alle 21:00, al Teatro della Borsa del Lavoro, al Festival OFF d'Avignon!
Valentin Erhardt
Denis Jarosinski - Valentina Vandelli
Giuseppe Lo Buono
Frédéric Toussaint
Cie Belladonna - Angelique Gergen
Dipartimento della Meurthe-et-Moselle / Confluenze dell'Orne Lorraine / Città di Joeuf / Centro culturale P.Picasso (Blénod-les-ponts-à-mousson) / Fort de Metz-Queuleu / Donazione Amilcar Zannoni / LICRA
← Se è un uomo
Addio Europa : Parole Perdute →
Link utili
I nostri partner
Contattaci
amministrazione@compagnie-belladonna.fr
communication@compagnie-belladonna.fr
direction@compagnie-belladonna.fr